Per Ottavia De Luise.

La bramosia assassina, adulta, che colpisce i piccoli, i bambini, è della stessa natura di quel “peccato contro lo Spirito”, così grave, funesto, da far pronunciare a Cristo parole di condanna senza appello. Il peccato contro lo Spirito, “che non sarà perdonato né in questa vita, né nell’altra”, è la menzogna esercitata, consapevolmente, contro l’innocenza, la verità, la bellezza, la bontà, l’amore, la vita. Cristo afferma che è preferibile, rispetto alla sorte diabolica di coloro che scandalizzano i piccoli, “non essere mai nati“. Dunque anche per il Figlio di Dio esiste qualcosa di così orrendo da essere imperdonabile: scandalizzare, violentare, uccidere un bambino, equivale a sputare in faccia a Cristo, calunniarlo e consegnarlo ai carnefici. L’oscura, perversa libidine dei violenti che spasimano perché l’innocente sia profanato e annientato… Imperdonabile.

 

 

Si dice: la vita moderna, urbana, è essenzialmente violenta, nemica dei “piccoli mondi antichi”, della vita campestre, della semplicità rurale. Quest’idea è soltanto un luogo comune, e la triste vicenda della piccola Ottavia conferma la verità nuda: i microcosmi rurali erano (e sono) gravidi di ottusità, miserie spirituali, superstizioni, abusi, omertà, etc. Quante piccole anime sono state schiacciate tra un muretto a secco e una stradina polverosa, tra un paesino e l’altro, tra una masseria e un pozzo, tra una chiacchiera e l’altra? Se le campagne potessero parlare… Questa verità non vuole certo negare gli antichi valori della saggezza ruspante, contadina, all’aria aperta, e tuttavia la poesia campagnola non deve farci chiudere gli occhi e dimenticare Ottavia. “La donzelletta vien da la campagna…”. La donzelletta non tornò dalla campagna, e sparì “sulla via vecchia per Armento”.

Due novembre. Il cimitero allegro di Sapinta (Romania) e un fotogramma da “Alien”, di Ridley Scott (1979).

Cimitero di Sapinta

  Tutto questo è iniziato nel 1935 grazie all’opera di uno scultore locale. Ioan Stan Patras,  “creatorul cimitirului vesel”, ha scolpito e adornato queste croci fino al 1977, anno in cui è morto, dopo aver realizzato anche la sua lapide con tanto di autoritratto ed ironico epitaffio. L’ attività non è cessata con il suo creatore, ma è proseguita grazie al suo apprendista, Dumitru Pop, che continua a realizzare una decina di croci l’anno utilizzando gli stessi metodi tradizionali.

 http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=61151839f975de83

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Espulsione nello spazio della prima vittima di Alien, 2

 Espulsione nello spazio della prima vittima di Alien.

Non amo i nostri deprimenti, brutti, ingombranti cimiteri.

La bellezza di essere “seppelliti” nello spazio!

Kris Kelvin (Donatas Banionis) e l’oceano intelligente del pianeta SOLARIS (fotogrammi elaborati, tratti da SOLARIS, 1972, di Andrej Tarkovskij).

Un silenzio di Fernando Pessoa.

La morte, o meglio il morire, è una delle qualità del silenzio.

Quando il morire è la percezione struggente e naturale del tempo che infinitamente passa, trasforma, cancella…

Ma la morte, purtroppo, è anche lo scandalo dell’assurdità e della violenza.

E la violenza non è silenzio, ma mutismo innaturale, greve e angosciosa quantità.

 

Pessoa2

 

http://artandmylife.wordpress.com/2008/07/17/poetry-on-the-street/

http://www.insite.com.br/art/pessoa/ficcoes/acampos/456.html

http://en-gb.facebook.com/note.php?note_id=249840396839

 

Brizio Montinaro

Cinema, teatro, poesia, musica, cultura tradizionale: Brizio Montinaro. Non solo attore, ma spirito che attraversa vari campi della cultura. Intelligenza e passione di un artista trasversale, di cui la Puglia dev’essere fiera.

http://www.youtube.com/user/Dellerma#p/u/3/2oZ3n1GB_WA

Brizio

“.. Eccomi, sono di nuovo tornato. Mi sono un po’… distratto per qualche mese ma ora sono qui. Non solo ma porto anche due buone notizie. La prima: sta per uscire un mio nuovo libro presso la raffinata casa editrice Argo di Lecce. Il titolo è Il tesoro delle parole morte. Questo libro è come la seconda parte di Canti di pianto e d’amore dell’antico SalentoE’ il seguito e la conclusione di un discorso sulla letteratura grica di trasmissione orale e sulla lingua grica cominciato qualche anno fa…”

(www.briziomontinaro.it, 27-5-2009)

Il tesoro delle parole morte

“Tutte le cose bianche, le rose i gigli ,

furono tutte mescolate insieme,

e fecero pasta di cristallo fino,

fecero pasta per formare te.”

(Canto di Zollino, Grecìa salentina)