Dell’IO metamorfico: due recensioni (Rimbaud e Ovidio) e una poesia di Franco Arminio.

2014-05-24 (Rimbaud-Angiuli)

Preme sottolineare che l’Io-Altro di Rimbaud preannuncia, più che l’inconscio freudiano, l’ignoto nicciano (“Cogito ergo Est”). L’inconscio freudiano sta all’ignoto nicciano come l’Io patologico sta all’Io dionisiaco. Rimbaud è un genio non per la giovinezza sregolata, folle, ma perché ha visto “nuovi cieli e nuova terra” di un essere uomini-individui oltrepassanti, non più schiavi di maschere-idoli-religioni-classi-ideologie-pregiudizi-accademie-bandiere-razze, etc. L’assoluta modernità di Rimbaud ci attende al varco, così come l’Oltreuomo di Nietzsche. Freud non poteva vedere tutto questo, poteva solo intravederlo-temerlo.

2014-07-19 (Sermonti-Ovidio)

Ecco: l’Io, nella metamorfosi, sperimenta la meravigliosa complessità e stranezza dell’Ignoto. Dunque nessuna forma, nemmeno “io”, è vera in quanto immutabile, ma è vera in quanto transeunte, Altro in fieri, volto morente-rinascente, essere differente.

Poesia Arminio 2012

“Quando sarò senza di me…” . Appunto: quando saremo senza più la maschera-immagine dell’io-persona che si fissa nello specchio-specchio-delle-mie-brame, allora attraverseremo lo specchio e diventeremo la possibilità degli impossibili, la risata sfigurante e anarchica di Alice.

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Un articolo di Minxin PEI e una pagina di Albert CARACO

C'è una Cina... (Minxin Pei)

Questa è la Cina davvero vicina, vicinissima… Altro che utopia comunista e sogni rivoluzionari!

Questa Cina enfatizza il delirio dello sviluppo economico infinito, nato nel cuore dell’Europa e anima dell’Occidente.

Aveva dunque ragione Heidegger: solo un Dio può salvarci?

Pagina Caraco

(Da Breviario del caos, di Albert Caraco, trad. di Tea Turolla, Milano 1998)

Breviario del Caos

Quando l’arte non basta: Francesca WOODMAN.

(Non) Entrare

(Non) Entrare

Crocifiggersi

Crocifiggersi

Dissolversi

Dissolversi

La follia vede. La pazzia è cieca.
La follia parla. La pazzia è muta.
La follia sente. La pazzia è sorda.
La follia scrive. La pazzia cancella.
La follia dipinge. La pazzia sporca.
La follia danza. La pazzia zoppica.
La follia crea. La pazzia annienta.
Etc.

Naturalmente,

per vedere, parlare, sentire, scrivere, dipingere, danzare, creare, etc.,

non è obbligatorio essere folli.

L’oro in bocca: l’estate del silenzio e l’inverno dell’afasia. D’Annunzio e Kubrik.

Il silenzio è biologico, naturale. L’afasia è psicologica, umana.

La luce degli elementi naturali genera l’ebbrezza della parola poetica, l’oro liquido della gioia: la raccolta poetica ALCYONE, di Gabriele D’Annunzio.

 

La “luccicanza” di una mente stranita, alienata, è sprigionata dal cuore nero e ammutolito che non sa più parlare, articolare, giocare alla vita: il film SHINING, di Stanley Kubrik.

Neda Agha-Soltan e Neda Soltani.

Humana ante oculos foede cum vita iaceret

in terris, oppressa gravi sub religione

…..

Quando la vita umana, sotto gli occhi di tutti, giaceva vergognosamente

sulla terra oppressa sotto il peso della superstizione

…..

(Lucrezio, De Rerum Natura)

La preghiera del corpo e la mistica della carne: un articolo di Ravasi G. e un libro di Hadjadj F.

La preghiera del corpo (Ravasi G., da IL SOLE24ORE, 3-1-2010)

(In copertina: Lucio Fontana, Attese, 1961)

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Tre cose sono troppo ardue per me,

e quattro non le capisco:

il cammino dell’aquila nel cielo,

il cammino del serpente sulla roccia,

il cammino della nave in mezzo al mare

e il cammino dell’uomo verso una ragazza.

(PROVERBI, 30, 18-19)

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http://michepassa52.wordpress.com/2013/06/12/tre-tavole-per-lucio-fontana-e-ugo-mulas/