Quattro poesie di Gabriella MACUCCI

 

Poesia

La porta

Gatta

Parole

Le quattro poesie sono tratte dalla raccolta AD UN TRATTO, Editrice DonChisciotte,

San Quirico d’Orcia 2004. 

Ad un tratto (G. Macucci, 2004)

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La poesia del mito nell’opera di Pavese, di Vittorio Campanella e Gabriella Macucci (da “IL PONTE”, 31-1-1967)

Per gentile concessione di Gabriella Macucci, possiamo rileggere un saggio su Pavese pubblicato alcuni decenni fa e difficilmente reperibile.

 

La poesia del mito nell’opera di Pavese (Macucci-Campanella, 1967)

 

Pavese al mare

 

 

 

Dell’IO metamorfico: due recensioni (Rimbaud e Ovidio) e una poesia di Franco Arminio.

2014-05-24 (Rimbaud-Angiuli)

Preme sottolineare che l’Io-Altro di Rimbaud preannuncia, più che l’inconscio freudiano, l’ignoto nicciano (“Cogito ergo Est”). L’inconscio freudiano sta all’ignoto nicciano come l’Io patologico sta all’Io dionisiaco. Rimbaud è un genio non per la giovinezza sregolata, folle, ma perché ha visto “nuovi cieli e nuova terra” di un essere uomini-individui oltrepassanti, non più schiavi di maschere-idoli-religioni-classi-ideologie-pregiudizi-accademie-bandiere-razze, etc. L’assoluta modernità di Rimbaud ci attende al varco, così come l’Oltreuomo di Nietzsche. Freud non poteva vedere tutto questo, poteva solo intravederlo-temerlo.

2014-07-19 (Sermonti-Ovidio)

Ecco: l’Io, nella metamorfosi, sperimenta la meravigliosa complessità e stranezza dell’Ignoto. Dunque nessuna forma, nemmeno “io”, è vera in quanto immutabile, ma è vera in quanto transeunte, Altro in fieri, volto morente-rinascente, essere differente.

Poesia Arminio 2012

“Quando sarò senza di me…” . Appunto: quando saremo senza più la maschera-immagine dell’io-persona che si fissa nello specchio-specchio-delle-mie-brame, allora attraverseremo lo specchio e diventeremo la possibilità degli impossibili, la risata sfigurante e anarchica di Alice.

L’oro in bocca: l’estate del silenzio e l’inverno dell’afasia. D’Annunzio e Kubrik.

Il silenzio è biologico, naturale. L’afasia è psicologica, umana.

La luce degli elementi naturali genera l’ebbrezza della parola poetica, l’oro liquido della gioia: la raccolta poetica ALCYONE, di Gabriele D’Annunzio.

 

La “luccicanza” di una mente stranita, alienata, è sprigionata dal cuore nero e ammutolito che non sa più parlare, articolare, giocare alla vita: il film SHINING, di Stanley Kubrik.

Poesia di due fratelli: Michele Coco ed Emilio Coco.

01

http://www.poesia.it/Archivio/2009/somm_07_09.htm

Meleagro

http://www.sanmarcoinlamisweb.it/Michele_Coco.html

Coco

http://www.lietocolle.info/it/e_coco_il_dono_della_notte_s_d_amaro.html

http://www.sanmarcoinlamisweb.it/emiliococo.html

Il Premio letterario “Città di Adelfia”, XXVI edizione, è stato assegnato, per la poesia, a Emilio Coco (Il dono della notte, Passigli). Il premio è stato consegnato oggi, domenica 8 novembre, alle ore 19.00, nella sala consiliare del Municipio di Adelfia, la cui Amministrazione promuove e gestisce il Premio con la collaborazione della rivista “incroci” (Adda). La giuria, presieduta da Raffaele Nigro, è composta da Lino Angiuli, Ettore Catalano, Daniele Giancane e Francesco Nicassio.

Carla Saracino, Dalida e… Aleksandr Vertinskij

O morti... (Per Carla) 4

http://www.lietocolle.info/it/saracino_carla_i_milioni_di_luoghi.html

http://www.youtube.com/watch?v=eaxH1Q2lps0

***

 

per Carla

 

Quello, il corpo dell’estate, o luce bionda e azzurra, che apre

rauco un taglio tenebroso: così viene,

ondeggiando distorto, il Pierrot Nero delle nostre notti puerili; 

così scorre un filo di melodia, plasma di neve, o danza

sinistra slungata, dolce voce vortice profumo che fu ardent sanglot.

Questi – erano i giorni.

 

Copia di Pierrot Nero 2

 

http://www.youtube.com/watch?v=Sn6Z-zc9bXQ

  

Un silenzio di Lino Angiuli

 

Da Un giorno l’altro, Nino Aragno Ed., Torino 2005.

 

Roma 2008 b

Roma, dicembre 2008.

http://www.lietocolle.info/it/roma_7_12_08_presentazione.html

http://www.radio.rai.it/radio3/radio3_suite/view.cfm?Q_EV_ID=295475&Q_PROG_ID=68#  

 

Studio di antiche masserie (Addamiano, 1990)

Addamiano, Studio di antiche masserie, 1990.

La forza di Ivàn. Per Andrej Tarkovskij.

 La forza di Ivàn è il primo testo del poemetto LA ZONA, scritto in memoria di Andrej Tarkovskij, il grande regista russo, morto in esilio a Parigi nel 1986.

Il quadro che accompagna La forza di Ivàn, dedicato al poeta Milo De Angelis, è stato realizzato nel corso di quello stesso anno. Materia grigia di un rifiuto estremo e di una folgorazione.

Poesia e opera pittorica, pur essendo autonome, si chiamano, si rispondono.

La forza di Ivan – La cosa è grigia

Ripetiamo la clausura del chiarodeserto, o luce

Ripetiamo la clausura del chiarodeserto, o luce

sentimentale, azzurro d’esultanza

settembrina che purifica l’usura domenicale:

un vecchio che fa il vino; una vecchia

che appende un calzino; due ragazzi che

parlottano curvi sul gradino.

Si ripete lo spoglio dei vicoli assolati,

il passo dell’uscio, il cielo beante, mentre

bisbigliano le sante messe, le muffe

dalle cantine, i sughi dalle cucine. O nostra

luce confinata, tarda maniera

di una gioia che non abita, non appartiene,

perdona il basilico dei morituri

e il dialetto intestino, il fratello fantasma

che vomita la calce, il tabacco, la vinaccia

dei paesani, muovendo nei gironi

dell’arcadia dei beoti. Così

andiamo, ora e nell’ora d’aria di questa

ferale nostra vita corporale.

Settembre 2007

 

Il testo fa parte di un poemetto inedito intitolato: ORE D’ARIA (2004-2007).

Selezionato da Lino Angiuli per conto di Lietocolle Edizioni

http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/615

Settembre 2007 (da AGENDA Lietocolle 2009)

Il segreto delle fragole (copertina)