Franz Kline, Woody Allen e la ragazza.

Chief, 1950.

CHIEF (Franz Kline, 1950)

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Dio, come sono depresso!

Dio, come sono depresso! (Woody Allen, a cura di Nadir, Stampa Alternativa 1999)

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Woody e la ragazza

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Noi e la Terra: due articoli di Umberto Galimberti.

Offerta di vita (Galimberti 2010)

 

Non siamo noi... (Galimberti 2014)

A proposito di “fedeltà alla terra”, ecco due risposte di Umberto Galimberti, due pagine ricevute da mio fratello Angelo Passalacqua, cultore di semi e “filosofo contadino”. 

ESTATI

Un’immagine che chiarisce, esattamente, l’idea dell’Essere come Abgrund -Abisso (sulla linea Nietzsche-Heidegger). Un abisso che non ha nulla di negativo ma è, semplicemente, l’abisso organico, acquatico, da cui noi stessi siamo emersi.

Ricordo un’estate di parecchi anni fa, in compagnia di amici su un pedalò, abbastanza al largo da percepire la profondità del mare dal colore blu cobalto della superficie… Respirai profondamente e mi tuffai a candela con un brivido di gioia-paura… Sapevo che sarei riemerso, bastava abbandonarsi: l’abisso marino è, essenzialmente, la nostra antica madre.

(23-6-2013)

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2014-08-12 (Un'estate... Augias)

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La mia bella sirena… Adieu

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Dell’IO metamorfico: due recensioni (Rimbaud e Ovidio) e una poesia di Franco Arminio.

2014-05-24 (Rimbaud-Angiuli)

Preme sottolineare che l’Io-Altro di Rimbaud preannuncia, più che l’inconscio freudiano, l’ignoto nicciano (“Cogito ergo Est”). L’inconscio freudiano sta all’ignoto nicciano come l’Io patologico sta all’Io dionisiaco. Rimbaud è un genio non per la giovinezza sregolata, folle, ma perché ha visto “nuovi cieli e nuova terra” di un essere uomini-individui oltrepassanti, non più schiavi di maschere-idoli-religioni-classi-ideologie-pregiudizi-accademie-bandiere-razze, etc. L’assoluta modernità di Rimbaud ci attende al varco, così come l’Oltreuomo di Nietzsche. Freud non poteva vedere tutto questo, poteva solo intravederlo-temerlo.

2014-07-19 (Sermonti-Ovidio)

Ecco: l’Io, nella metamorfosi, sperimenta la meravigliosa complessità e stranezza dell’Ignoto. Dunque nessuna forma, nemmeno “io”, è vera in quanto immutabile, ma è vera in quanto transeunte, Altro in fieri, volto morente-rinascente, essere differente.

Poesia Arminio 2012

“Quando sarò senza di me…” . Appunto: quando saremo senza più la maschera-immagine dell’io-persona che si fissa nello specchio-specchio-delle-mie-brame, allora attraverseremo lo specchio e diventeremo la possibilità degli impossibili, la risata sfigurante e anarchica di Alice.

Scienza e Fede (per Elena Cattaneo)

2014-05-03 (Verità scientifiche...)

Non è necessario essere scienziati anticlericali per comprendere che articoli di fede quali “vita ultraterrena” e “giudizio di Dio” non hanno nessuna valenza scientifica, nessuna razionalità, nessuna evidenza. Basta un minimo di buon senso terrestre e una mente abituata a ragionare da sola.

Discipline scientifiche e confessioni religiose che presuppongono verità metafisiche non analizzabili, non sperimentabili, non criticabili, non relative, sono parallele che non possono incontrarsi (forse accade all’infinito …, ma certamente non nel nostro mondo finito). Scienziati e fedeli possono (devono) dialogare affrontandosi, fronte contro fronte, appunto, nel rispetto-ascolto reciproco, con la consapevolezza che le due linee, le parallele, i binari, servono per un unico scopo: far viaggiare il treno dell’umanità.

Assodato, dunque, che non ha senso parlare di “scienza teologica”, aggiungiamo che l’uomo non vive di sola scienza (come non vive di solo pane). L’uomo vive anche di grandi narrazioni, di forti emozioni, di interrogazioni abissali-irrazionali, di fantasie-utopie-ideologie, di preghiere struggenti e visioni poetiche, di spiriti e speranze… Tutto questo altro mondo, l’immensa e variegata sfera del sacro, è necessario come il sale per la minestra: la razionalità scientifica, senza il sale della sacralità, è una minestra scipita, indigesta.

Il male dov’è? Il male è la tendenza, tipicamente umana, all’assolutizzare le posizioni, disprezzando, dall’alto della propria Verità Inconfutabile, le altre verità (ritenute, al massimo, verità parziali). Per chi “crede” è facile cadere nella trappola dell’intolleranza (come accettare la verità laica, scientifica, per cui la mia presunta Verità Assoluta non è che una delle tante verità assolute, tutte degne di attenzione, tutte più o meno efficaci-accettabili , tutte più o meno sensate?). Chi non crede (alle Religioni dell’Assoluto, s’intende), pur essendo più attrezzato per difendersi dai razzismi religiosi, non è comunque immune dal pericolo puritano, dall’alienazione fondamentalista e persecutoria. Anche la Scienza può diventare una fede cieca, cinica, disumana (vedi gli “esperimenti scientifici” compiuti nei lager…)

Un articolo di Minxin PEI e una pagina di Albert CARACO

C'è una Cina... (Minxin Pei)

Questa è la Cina davvero vicina, vicinissima… Altro che utopia comunista e sogni rivoluzionari!

Questa Cina enfatizza il delirio dello sviluppo economico infinito, nato nel cuore dell’Europa e anima dell’Occidente.

Aveva dunque ragione Heidegger: solo un Dio può salvarci?

Pagina Caraco

(Da Breviario del caos, di Albert Caraco, trad. di Tea Turolla, Milano 1998)

Breviario del Caos

La preghiera del corpo e la mistica della carne: un articolo di Ravasi G. e un libro di Hadjadj F.

La preghiera del corpo (Ravasi G., da IL SOLE24ORE, 3-1-2010)

(In copertina: Lucio Fontana, Attese, 1961)

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Tre cose sono troppo ardue per me,

e quattro non le capisco:

il cammino dell’aquila nel cielo,

il cammino del serpente sulla roccia,

il cammino della nave in mezzo al mare

e il cammino dell’uomo verso una ragazza.

(PROVERBI, 30, 18-19)

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http://michepassa52.wordpress.com/2013/06/12/tre-tavole-per-lucio-fontana-e-ugo-mulas/

Bolle: una poesia di Giulio Felisetti, classe 4 A, un autoritratto di Richard Heeks ed una segnalazione.

Essere leggeri, nell’aria, senza finalismi e presunte destinazioni. Svanire nei giochi e nelle geometrie del “nulla”. Un nulla bello come il pianeta dell’infanzia, dove tutto sorride perché tutto è sempre possibile, attuale, aperto, nascente, colorato, soffiato. Svanire per apparire ancora, e ancora apparire per svanire: nessun autoritratto può diventare il dio dell’immutabilità, ma semplicemente l’istante, il fotogramma di una vita che nasce e sta per finire, finisce e sta per nascere. Noi vogliamo durare eternamente, e dunque soffriamo… Basta togliere una “r”, la erre dell’errore delirante dell’onnipotenza, e il risultato è: soffiamo.

http://www.icsviazuara.org/poesiepremiate.htm

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