La polvere di Jack Kerouac

2016.04.20 (POLVERE-Ravasi-Kerouac)-2

 

Il Dottore della Chiesa Cattolica Gianfranco Ravasi ha tutta l’intelligenza per comprendere che l’eternità di Kerouac ha ben poco in comune con la “risurrezione della carne” dopo questo mondo. Il Signore ringraziato da Kerouac è il Signore delle vie polverose del mondo, da percorrere con tutto il dolore, l’anima, i nervi e l’ebbrezza dei piedi danzanti. Solamente in questo andare gioioso-doloroso-polveroso l’anima beat sperimenta il battito dell’eternità, la “luce zodiacale” e la “cipria interstellare” dell’astrofisica (Piero Bianucci). Il Signore di Kerouac è sincretico, panteista, psichedelico, e certamente irriducibile a qualsiasi confessione religiosa che presupponga un mondo altro e metafisico, dove si risorge senza più nascere e morire. La carne “eterna” di Kerouac è il corpo-spirito che risorge e “muore” ogni giorno, mosso dal desiderio anarchico di respirare, andare, gioire, amare, cantare, vedere, suonare, toccare… Senza più credere esclusivamente a Dottrine tramandate dai Padri (o, peggio, da Padroni, Padrini & Company).

(MDP, 20.04.2016)

 

Noi e la Terra: due articoli di Umberto Galimberti.

Offerta di vita (Galimberti 2010)

 

Non siamo noi... (Galimberti 2014)

A proposito di “fedeltà alla terra”, ecco due risposte di Umberto Galimberti, due pagine ricevute da mio fratello Angelo Passalacqua, cultore di semi e “filosofo contadino”. 

IL VIRUS DELLE “FEDI” TOTALITARIE E LA “FEDELTÀ ALLA TERRA”

CorriereDS1 (21-2-15).A

CorriereDS2 (21-2-15).B

IL- Mensile Sole24Ore 3 (marzo 2015)

Il signor Ibrahim ABOULEISH incrina profondamente il nostro scetticismo riguardo al cosiddetto “islamismo moderato” e, addirittura, rende credibile e umanissimo il Profeta nel suo invito ad affidarsi alla terra, la madre che non ci abbandona alla “fine del mondo”. Qui Maometto (grazie ad Abouleish) può incontrare Nietzsche (“Siate fedeli alla terra!”), al di là dei continenti lontanissimi delle rispettive “visioni della vita”. In questo momento storico, così gravido di idiozie apocalittiche e violenze “divine”, individui sapienti, umili e gentili come Ibrahim Abouleish e Avijit Roy nutrono la nostra speranza che le costellazioni dei paesi arabi possano splendere, in futuro, come gli occhi di Sherazade e non come il Pianeta Nero puntato contro la Terra.

ESTATI

Un’immagine che chiarisce, esattamente, l’idea dell’Essere come Abgrund -Abisso (sulla linea Nietzsche-Heidegger). Un abisso che non ha nulla di negativo ma è, semplicemente, l’abisso organico, acquatico, da cui noi stessi siamo emersi.

Ricordo un’estate di parecchi anni fa, in compagnia di amici su un pedalò, abbastanza al largo da percepire la profondità del mare dal colore blu cobalto della superficie… Respirai profondamente e mi tuffai a candela con un brivido di gioia-paura… Sapevo che sarei riemerso, bastava abbandonarsi: l’abisso marino è, essenzialmente, la nostra antica madre.

(23-6-2013)

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2014-08-12 (Un'estate... Augias)

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La mia bella sirena… Adieu

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Dell’IO metamorfico: due recensioni (Rimbaud e Ovidio) e una poesia di Franco Arminio.

2014-05-24 (Rimbaud-Angiuli)

Preme sottolineare che l’Io-Altro di Rimbaud preannuncia, più che l’inconscio freudiano, l’ignoto nicciano (“Cogito ergo Est”). L’inconscio freudiano sta all’ignoto nicciano come l’Io patologico sta all’Io dionisiaco. Rimbaud è un genio non per la giovinezza sregolata, folle, ma perché ha visto “nuovi cieli e nuova terra” di un essere uomini-individui oltrepassanti, non più schiavi di maschere-idoli-religioni-classi-ideologie-pregiudizi-accademie-bandiere-razze, etc. L’assoluta modernità di Rimbaud ci attende al varco, così come l’Oltreuomo di Nietzsche. Freud non poteva vedere tutto questo, poteva solo intravederlo-temerlo.

2014-07-19 (Sermonti-Ovidio)

Ecco: l’Io, nella metamorfosi, sperimenta la meravigliosa complessità e stranezza dell’Ignoto. Dunque nessuna forma, nemmeno “io”, è vera in quanto immutabile, ma è vera in quanto transeunte, Altro in fieri, volto morente-rinascente, essere differente.

Poesia Arminio 2012

“Quando sarò senza di me…” . Appunto: quando saremo senza più la maschera-immagine dell’io-persona che si fissa nello specchio-specchio-delle-mie-brame, allora attraverseremo lo specchio e diventeremo la possibilità degli impossibili, la risata sfigurante e anarchica di Alice.

Scienza e Fede (per Elena Cattaneo)

2014-05-03 (Verità scientifiche...)

Non è necessario essere scienziati anticlericali per comprendere che articoli di fede quali “vita ultraterrena” e “giudizio di Dio” non hanno nessuna valenza scientifica, nessuna razionalità, nessuna evidenza. Basta un minimo di buon senso terrestre e una mente abituata a ragionare da sola.

Discipline scientifiche e confessioni religiose che presuppongono verità metafisiche non analizzabili, non sperimentabili, non criticabili, non relative, sono parallele che non possono incontrarsi (forse accade all’infinito …, ma certamente non nel nostro mondo finito). Scienziati e fedeli possono (devono) dialogare affrontandosi, fronte contro fronte, appunto, nel rispetto-ascolto reciproco, con la consapevolezza che le due linee, le parallele, i binari, servono per un unico scopo: far viaggiare il treno dell’umanità.

Assodato, dunque, che non ha senso parlare di “scienza teologica”, aggiungiamo che l’uomo non vive di sola scienza (come non vive di solo pane). L’uomo vive anche di grandi narrazioni, di forti emozioni, di interrogazioni abissali-irrazionali, di fantasie-utopie-ideologie, di preghiere struggenti e visioni poetiche, di spiriti e speranze… Tutto questo altro mondo, l’immensa e variegata sfera del sacro, è necessario come il sale per la minestra: la razionalità scientifica, senza il sale della sacralità, è una minestra scipita, indigesta.

Il male dov’è? Il male è la tendenza, tipicamente umana, all’assolutizzare le posizioni, disprezzando, dall’alto della propria Verità Inconfutabile, le altre verità (ritenute, al massimo, verità parziali). Per chi “crede” è facile cadere nella trappola dell’intolleranza (come accettare la verità laica, scientifica, per cui la mia presunta Verità Assoluta non è che una delle tante verità assolute, tutte degne di attenzione, tutte più o meno efficaci-accettabili , tutte più o meno sensate?). Chi non crede (alle Religioni dell’Assoluto, s’intende), pur essendo più attrezzato per difendersi dai razzismi religiosi, non è comunque immune dal pericolo puritano, dall’alienazione fondamentalista e persecutoria. Anche la Scienza può diventare una fede cieca, cinica, disumana (vedi gli “esperimenti scientifici” compiuti nei lager…)

Un articolo di Minxin PEI e una pagina di Albert CARACO

C'è una Cina... (Minxin Pei)

Questa è la Cina davvero vicina, vicinissima… Altro che utopia comunista e sogni rivoluzionari!

Questa Cina enfatizza il delirio dello sviluppo economico infinito, nato nel cuore dell’Europa e anima dell’Occidente.

Aveva dunque ragione Heidegger: solo un Dio può salvarci?

Pagina Caraco

(Da Breviario del caos, di Albert Caraco, trad. di Tea Turolla, Milano 1998)

Breviario del Caos

Dalla solitudine di Modigliani all’isolamento di massa.

Effetti inevitabili del modello di vita imperante nell’Occidente “opulento” (modello di vita ormai planetario). Un modo di essere fondamentalmente mercantile, borghese e urbano. Un modello di società “civile” basato sull’alienazione-mercificazione, sul benessere rapportato alla consistenza del proprio conto in banca. Una visione del mondo che produce, automaticamente, vita dorata per pochi e miseria per quasi tutti. 

Lanciare l’allarme, mobilitare la solidarietà, attivare programmi ministeriali, etc., sono azioni benefiche degne di lode, come anche ogni singolo contributo filantropico, ma tutti questi interventi sono medicine palliative che confortano e procurano sollievo senza guarire l’ammalato.

Qual è la malattia dell’ Homo Oeconomicus? Citiamo le prime, chiarissime, due righe introduttive della voce omonima di Wikipedia: Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità (intesa in un senso precipuo, soprattutto come precisione nel calcolo) e l’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali.”

La razionalità calcolatrice funzionale al profitto privato è un mostro divorante che digerisce qualsiasi ricchezza naturale (uomo compreso) per convertirla in merce-denaro. Questo processo, come acutamente sottolineava Heidegger, è fatale e intrinsecamente apocalittico, storicamente non concluso.

Le solitudini disperate e “creative” dei tanti Modigliani (affamati e denunciati in vita e supervalutati dai mercanti dopo le loro precoci, “provvidenziali” dipartite) e i vecchi, più o meno abbienti, che tirano le cuoia e nessuno se ne accorge, sono aspetti del medesimo problema: la vita, vampirizzata dal mercato, diventa un immenso cronicario. Dove i pochi che vivono benissimo (dal solo punto di vista materiale, naturalmente) sono i padroni-dirigenti-amministratori-guardiani del cronicario. Chi cerca di uscire fuori dai cronicari urbani o tenta di indicare l’antica via della vita, è destinato alla condanna pubblica. Il mercato non ha bisogno di intelligenze non calcolatrici. 

 

 

Old Woman (Ron Mueck, 2000)