Franz Kline, Woody Allen e la ragazza.

Chief, 1950.

CHIEF (Franz Kline, 1950)

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Dio, come sono depresso!

Dio, come sono depresso! (Woody Allen, a cura di Nadir, Stampa Alternativa 1999)

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Woody e la ragazza

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La Notte… (Un disegno di Andrea Pazienza e una pagina di Guy De Maupassant)

Pazienza (da Campofame, 1987, dett.)

Andrea Pazienza, da CAMPOFAME, 1987, dett.

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La notte... (Maupassant)-1

La notte... (Maupassant)-2

Guy De Maupassant, Amo la notte con passione, trad. di Marcello Oro, Il Sole 24 ORE Ed., 2016.

Quando l’arte non basta: Francesca WOODMAN.

(Non) Entrare

(Non) Entrare

Crocifiggersi

Crocifiggersi

Dissolversi

Dissolversi

La follia vede. La pazzia è cieca.
La follia parla. La pazzia è muta.
La follia sente. La pazzia è sorda.
La follia scrive. La pazzia cancella.
La follia dipinge. La pazzia sporca.
La follia danza. La pazzia zoppica.
La follia crea. La pazzia annienta.
Etc.

Naturalmente,

per vedere, parlare, sentire, scrivere, dipingere, danzare, creare, etc.,

non è obbligatorio essere folli.

BELLA CHAGALL

Bella Chagall

 

Chagall per Bella

“Le sue labbra emanavano il sapore del primo bacio,

un bacio simile a una sete di giustizia.”

(Marc Chagall)

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Da Diario sentimentale, di Bella Chagall, con i disegni di Marc Chagall,

a cura di Federica Ghiselli e Riccardo Mazzoni,

Edizioni Stampa Alternativa Nuovi Equilibri, 1991.

Per l’edizione integrale italiana:

http://www.donzelli.it/libro/2375/come-fiamma-che-brucia

Dalla solitudine di Modigliani all’isolamento di massa.

Effetti inevitabili del modello di vita imperante nell’Occidente “opulento” (modello di vita ormai planetario). Un modo di essere fondamentalmente mercantile, borghese e urbano. Un modello di società “civile” basato sull’alienazione-mercificazione, sul benessere rapportato alla consistenza del proprio conto in banca. Una visione del mondo che produce, automaticamente, vita dorata per pochi e miseria per quasi tutti. 

Lanciare l’allarme, mobilitare la solidarietà, attivare programmi ministeriali, etc., sono azioni benefiche degne di lode, come anche ogni singolo contributo filantropico, ma tutti questi interventi sono medicine palliative che confortano e procurano sollievo senza guarire l’ammalato.

Qual è la malattia dell’ Homo Oeconomicus? Citiamo le prime, chiarissime, due righe introduttive della voce omonima di Wikipedia: Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità (intesa in un senso precipuo, soprattutto come precisione nel calcolo) e l’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali.”

La razionalità calcolatrice funzionale al profitto privato è un mostro divorante che digerisce qualsiasi ricchezza naturale (uomo compreso) per convertirla in merce-denaro. Questo processo, come acutamente sottolineava Heidegger, è fatale e intrinsecamente apocalittico, storicamente non concluso.

Le solitudini disperate e “creative” dei tanti Modigliani (affamati e denunciati in vita e supervalutati dai mercanti dopo le loro precoci, “provvidenziali” dipartite) e i vecchi, più o meno abbienti, che tirano le cuoia e nessuno se ne accorge, sono aspetti del medesimo problema: la vita, vampirizzata dal mercato, diventa un immenso cronicario. Dove i pochi che vivono benissimo (dal solo punto di vista materiale, naturalmente) sono i padroni-dirigenti-amministratori-guardiani del cronicario. Chi cerca di uscire fuori dai cronicari urbani o tenta di indicare l’antica via della vita, è destinato alla condanna pubblica. Il mercato non ha bisogno di intelligenze non calcolatrici. 

 

 

Old Woman (Ron Mueck, 2000) 

L’oro in bocca: l’estate del silenzio e l’inverno dell’afasia. D’Annunzio e Kubrik.

Il silenzio è biologico, naturale. L’afasia è psicologica, umana.

La luce degli elementi naturali genera l’ebbrezza della parola poetica, l’oro liquido della gioia: la raccolta poetica ALCYONE, di Gabriele D’Annunzio.

 

La “luccicanza” di una mente stranita, alienata, è sprigionata dal cuore nero e ammutolito che non sa più parlare, articolare, giocare alla vita: il film SHINING, di Stanley Kubrik.

Per e contro Louise Bourgeois.

Vale la pena trascorrere una vita intera per esibire le proprie menomazioni e coltivare narcisisticamente le proprie negazioni? Il lavoro “artistico” di Louise Bourgeois è essenzialmente frutto di un annientamento viscerale, borghese ed elitario, della vitalità e delle emozioni legate alla creatività, alla materia desiderante, allo stesso principio femminile. Perché proporre pubblicamente incubi e depressioni, elevandoli a esperienze estetiche ed eventi culturali? Quale giovamento può trarre colui che osserva un’opera di Bourgeois? Mostruosità, rigidità, tenebra, oggettualità sinistra, ermetismo sterile… C’è da chiedersi di che natura fosse il socialismo e il femminismo della madre, per aver prodotto una reazione così feroce, autodistruttiva e, nello stesso tempo, così presuntuosa (essere artisti!). Qualcuno potrebbe obiettare che gran parte dell’arte occidentale, tra Ottocento e Novecento, è attraversamento di universi negativi, drammatici. Certo, solo che non tutti gli attraversamenti sono simili: Louise Bourgeois non ha attraversato, si è bloccata, si è chiusa nella stanza dei dolori irrisolti, facendoli diventare balocchi anaffettivi, complementi d’arredo, oggetti devitalizzati. Cosa ha a che fare, tutto quest’armamentario luttuoso e mortificante, con la femminilità?

 

http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/07/17/louise-bourgeois-distruzione-del-padre-e-altri-frammenti/#comment-191

La preghiera del corpo e la mistica della carne: un articolo di Ravasi G. e un libro di Hadjadj F.

La preghiera del corpo (Ravasi G., da IL SOLE24ORE, 3-1-2010)

(In copertina: Lucio Fontana, Attese, 1961)

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Tre cose sono troppo ardue per me,

e quattro non le capisco:

il cammino dell’aquila nel cielo,

il cammino del serpente sulla roccia,

il cammino della nave in mezzo al mare

e il cammino dell’uomo verso una ragazza.

(PROVERBI, 30, 18-19)

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http://michepassa52.wordpress.com/2013/06/12/tre-tavole-per-lucio-fontana-e-ugo-mulas/

Bolle: una poesia di Giulio Felisetti, classe 4 A, un autoritratto di Richard Heeks ed una segnalazione.

Essere leggeri, nell’aria, senza finalismi e presunte destinazioni. Svanire nei giochi e nelle geometrie del “nulla”. Un nulla bello come il pianeta dell’infanzia, dove tutto sorride perché tutto è sempre possibile, attuale, aperto, nascente, colorato, soffiato. Svanire per apparire ancora, e ancora apparire per svanire: nessun autoritratto può diventare il dio dell’immutabilità, ma semplicemente l’istante, il fotogramma di una vita che nasce e sta per finire, finisce e sta per nascere. Noi vogliamo durare eternamente, e dunque soffriamo… Basta togliere una “r”, la erre dell’errore delirante dell’onnipotenza, e il risultato è: soffiamo.

http://www.icsviazuara.org/poesiepremiate.htm

http://www.redbubble.com/people/rjheeks

Due novembre. Il cimitero allegro di Sapinta (Romania) e un fotogramma da “Alien”, di Ridley Scott (1979).

Cimitero di Sapinta

  Tutto questo è iniziato nel 1935 grazie all’opera di uno scultore locale. Ioan Stan Patras,  “creatorul cimitirului vesel”, ha scolpito e adornato queste croci fino al 1977, anno in cui è morto, dopo aver realizzato anche la sua lapide con tanto di autoritratto ed ironico epitaffio. L’ attività non è cessata con il suo creatore, ma è proseguita grazie al suo apprendista, Dumitru Pop, che continua a realizzare una decina di croci l’anno utilizzando gli stessi metodi tradizionali.

 http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=61151839f975de83

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Espulsione nello spazio della prima vittima di Alien, 2

 Espulsione nello spazio della prima vittima di Alien.

Non amo i nostri deprimenti, brutti, ingombranti cimiteri.

La bellezza di essere “seppelliti” nello spazio!

Kris Kelvin (Donatas Banionis) e l’oceano intelligente del pianeta SOLARIS (fotogrammi elaborati, tratti da SOLARIS, 1972, di Andrej Tarkovskij).

Una pagina da IL PESO FALSO, di Joseph Roth, trad. di E. Pocar, Mondadori 1979.

Roth J.

 

Roth J. 2

In copertina: Strada di villaggio (part.), di Edvard Munch, 1905.

 

 Giovanna Mezzogiorno

Carla Saracino, Dalida e… Aleksandr Vertinskij

O morti... (Per Carla) 4

http://www.lietocolle.info/it/saracino_carla_i_milioni_di_luoghi.html

http://www.youtube.com/watch?v=eaxH1Q2lps0

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per Carla

 

Quello, il corpo dell’estate, o luce bionda e azzurra, che apre

rauco un taglio tenebroso: così viene,

ondeggiando distorto, il Pierrot Nero delle nostre notti puerili; 

così scorre un filo di melodia, plasma di neve, o danza

sinistra slungata, dolce voce vortice profumo che fu ardent sanglot.

Questi – erano i giorni.

 

Copia di Pierrot Nero 2

 

http://www.youtube.com/watch?v=Sn6Z-zc9bXQ

  

Un silenzio di Lino Angiuli

 

Da Un giorno l’altro, Nino Aragno Ed., Torino 2005.

 

Roma 2008 b

Roma, dicembre 2008.

http://www.lietocolle.info/it/roma_7_12_08_presentazione.html

http://www.radio.rai.it/radio3/radio3_suite/view.cfm?Q_EV_ID=295475&Q_PROG_ID=68#  

 

Studio di antiche masserie (Addamiano, 1990)

Addamiano, Studio di antiche masserie, 1990.