Per e contro Louise Bourgeois.

Vale la pena trascorrere una vita intera per esibire le proprie menomazioni e coltivare narcisisticamente le proprie negazioni? Il lavoro “artistico” di Louise Bourgeois è essenzialmente frutto di un annientamento viscerale, borghese ed elitario, della vitalità e delle emozioni legate alla creatività, alla materia desiderante, allo stesso principio femminile. Perché proporre pubblicamente incubi e depressioni, elevandoli a esperienze estetiche ed eventi culturali? Quale giovamento può trarre colui che osserva un’opera di Bourgeois? Mostruosità, rigidità, tenebra, oggettualità sinistra, ermetismo sterile… C’è da chiedersi di che natura fosse il socialismo e il femminismo della madre, per aver prodotto una reazione così feroce, autodistruttiva e, nello stesso tempo, così presuntuosa (essere artisti!). Qualcuno potrebbe obiettare che gran parte dell’arte occidentale, tra Ottocento e Novecento, è attraversamento di universi negativi, drammatici. Certo, solo che non tutti gli attraversamenti sono simili: Louise Bourgeois non ha attraversato, si è bloccata, si è chiusa nella stanza dei dolori irrisolti, facendoli diventare balocchi anaffettivi, complementi d’arredo, oggetti devitalizzati. Cosa ha a che fare, tutto quest’armamentario luttuoso e mortificante, con la femminilità?

 

http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2010/07/17/louise-bourgeois-distruzione-del-padre-e-altri-frammenti/#comment-191

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...