IL VISO CHE APRI’ LA PORTA (per Mafalda)

Resta l’universo vellutato della tua guancia.

Eravamo giovanissimi, ed era una sera di novembre del 1969.

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 http://www.edizionilobliquo.it/libri/OZI_010.html

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2 thoughts on “IL VISO CHE APRI’ LA PORTA (per Mafalda)

  1. La poesia che riscopri nel curiosare e frugare nell’anima degli altri, nella loro poesia, è una banale (dolce e discreta) scusa per capire se quello che pensi e provi non sia solo una tua pura e presuntuosa illusione.
    L’illusione di poter “provare”.

    • La poesia è ciò che resta quando la vita che proviamo e ci prova tutti i giorni, la vita così com’è, la realtà bruta, fatalmente non basta più. Ci si ritrova ad un bivio: da una parte l’accettazione, la rassegnazione (e la depressione); dall’altra, un progetto di bellezza (questo era la poesia per gli antichi). La poesia è uno dei modi per cantare la vita, e non subirla passivamente.

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