Ripetiamo la clausura del chiarodeserto, o luce

Ripetiamo la clausura del chiarodeserto, o luce

sentimentale, azzurro d’esultanza

settembrina che purifica l’usura domenicale:

un vecchio che fa il vino; una vecchia

che appende un calzino; due ragazzi che

parlottano curvi sul gradino.

Si ripete lo spoglio dei vicoli assolati,

il passo dell’uscio, il cielo beante, mentre

bisbigliano le sante messe, le muffe

dalle cantine, i sughi dalle cucine. O nostra

luce confinata, tarda maniera

di una gioia che non abita, non appartiene,

perdona il basilico dei morituri

e il dialetto intestino, il fratello fantasma

che vomita la calce, il tabacco, la vinaccia

dei paesani, muovendo nei gironi

dell’arcadia dei beoti. Così

andiamo, ora e nell’ora d’aria di questa

ferale nostra vita corporale.

Settembre 2007

 

Il testo fa parte di un poemetto inedito intitolato: ORE D’ARIA (2004-2007).

Selezionato da Lino Angiuli per conto di Lietocolle Edizioni

http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/615

Settembre 2007 (da AGENDA Lietocolle 2009)

Il segreto delle fragole (copertina)

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One thought on “Ripetiamo la clausura del chiarodeserto, o luce

  1. Mi piace molto la poesia. anche di più sapendo che è parte di un poemetto. Mi sembra originale mettere insieme due registri diversi di linguaggio così uniti, ma non composti. Così si trova un significato che sta nella frattura tra i due toni, e qui riappare il “silenzio”.

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