Trascrivo, da una poesia di quasi un secolo fa, tre versi, come fossi tu a sussurrarli:
Ti aspetto, non sono lontana,
sono dall’altra parte,
proprio dietro l’angolo.
Riscrivo questi tre versi, variandoli, come fossi io a sussurrarteli:
Ti aspetto, non sono lontano,
sono da questa parte,
proprio dietro la tua nuca.
***
Nel tuo diario scrivevi che volevi andare via dal tuo paese (tutti i ragazzi sognano le strade avventurose, gli spazi infiniti, la gioia della libertà…). Ti hanno mandata via dal mondo, e nel modo più infame.
Stavi raggiungendo la tua amica-cugina per andare al mare, e certamente sorridevi nel silenzio biondo dell’estate… Ti hanno gettata nel buio gelido e melmoso di una vecchia cisterna.
***


5 Comments
lascio un commento silenzioso
Il silenzio è eloquente, dicevano gli antichi. Come il soffio di un bacio per Sarah.
Ho apprezzato molto, in questi giorni, l’iniziativa di un gruppo rock inglese, i Radiohead, che per raccogliere fondi da destinare alle famiglie colpite dalla guerra in Afghanistan, hanno invitato ad acquistare un loro brano “musicale” di due minuti di… silenzio!
bello!!!
Il silenzio ritorna sempre!
“In noi
giungerà l’universo, quel
silenzio frontale
dove siamo già stati.”
(Dalla raccolta MILLIMETRI, di Milo De Angelis)
Sarah è già lì, e il suo nome, adesso, non è che uno dei mille nomi del silenzio. Da lì ritornerà, con un altro nome, altri occhi, altra gioia di vivere. Perché la vita, il silenzio generante della vita, è invincibile. Gli assassini possono spegnere una vita, molte vite, ma non possono spegnere la vita. Possiamo urlare tutta la nostra rabbia omicida, ma la vita, frontalmente, resta impassibile come una costellazione.